E’ stato addirittura coniato un neologismo: Pizzajoso. Ma non è una moda destinata a non durare nel tempo o un’infatuazione del momento; è qualità, eccellenza nelle materie prime e nella lavorazione, è gusto e digeribilità. Di curiosità la Pizzajoso ne ha suscitata parecchia, perché ha rivoluzionato radicalmente il modo di fare la pizza partendo da molto lontano, e cioè da una ricetta fatta di semplicità e sapore felicemente riproposta da Joso da Licodia . Un successo riconosciuto dai consumatori, che prima di tutto parte dai suoi ingredienti.
Equilibrio di ingredienti
Non si parla più solo di farina, ma di un mix di farine di frumento di altissima qualità, soia rigorosamente Ogm free, farina di riso e pasta acida essiccata. Non un solo ingrediente, quindi, ma vari componenti dosati adeguatamente per dare al consumatore una pizza di alta qualità e digeribilità. A un profano potrebbe sembrare che la Pzzajoso sia un prodotto ridondante di ingredienti, alla fine non necessari per ottenere una buona pizza; e questo rappresenta un errore. La Pizzajoso infatti, è frutto di ricerche e sperimentazioni ciascuno dei suoi ingredienti ha uno specifico scopo. La soia aumenta il fissaggio dell’acqua nell’impasto e conferisce friabilità e colore nelle lunghe lievitazioni, il riso forma un gel che trattiene acqua e dona alla mollica cotta leggerezza e lunga durata, la pasta acida, infine, aumenta la digeribilità del prodotto finito aiutando la lievitazione.

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